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Giuseppe Addona

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Biografia

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1983-“La determinazione sociale dell’individuo”

2010-“Una scuola per una cultura possibile” Bonanno Editore

            Estratto dell'articolo del prof. Giuseppe Addona presente sul " Il Sannio 

            quotidiano" del giorno 23/04/2010

2007-“Filosofia in un percorso" Critica della filosofia nella storia attraverso opere e manuali. voll. I, II, III. Edimedia

           * L'opera è presente nella biblioteca nazionale di Berlino. Come da lettera allegata  sul  frontespizio.

2008-“Sensibilità e ragione” Bonanno Editore

2014- Giuseppe Addona "La determinazione sociale dell'individuo quale soggetto in una dimensione umana e politica" EDIMEDIA

Giuseppe Addona "Conoscenza e ragione",EDimedia, 2015

Giuseppe Addona "Prassi e ragione",Edizioni Giuseppe Laterza, 2017

Un estratto dell’opera  può essere rappresentato dall’articolo, dedicato alla presentazione di tale libro, proposto da “IL SANNIO” del 23 aprile 2010 con questo titolo: “Ripensare la scuola nel libro di Giuseppe Addona”. Difatti, l’autore nel suo ultimo successo ripercorre ricerche, proposte, esperienze vissute nel fare formazione, con gli studenti dei Licei: “E. Q. Visconti”, “Giulio Cesare” “T. Tasso” e “T. Mamiani” di Roma. Un’ analisi che riflette sulla centralità della cultura e della formazione nella società sull’interesse forte che lo Stato deve avere in materia. E dunque sulle problematiche concernenti il mondo della scuola, la sua funzione, la sua missione, la sua possibilità di produrre e fare cultura. Addona si sofferma sul punto di vista e gli approcci veicolati dagli studenti. E lo mette in relazione con il modo di fare insegnamento dei docenti, in un confronto contestuale che spinge a riflettere sull’effettivo esserci e farsi di una cultura aperta e sui correlativi effetti concreti. Da qui il soffermarsi critico sul rapporto tra cultura e potere (un binomio evidentemente irriducibile) e quello tra scuole pubbliche e scuole private. Considera inoltre gli approcci di insegnamento relativi a diverse discipline, dal latino alla storia dell’arte e l’avvertire la pregnanza di un profilo importante: quello di sapere distinguere tra cultura ed erudizione. Addona non si sottrae alla considerazione della problematicità del rapporto tra universo dei mass media e mondo della scuola. Rilevando le imprecisioni contenute nelle descrizioni che i mass media fanno della scuola italiana e dei suoi problemi. E la banalizzazione che i primi sovente operano nei confronti della cultura, ridotta ad esibizione spettacolare, con una considerazione critica anche di quelle recitazioni televisive della Divina Commedia fatte da Benigni esaltate dagli stessi mezzi di comunicazione di massa. Ma Addona non si sottrae ad un’analisi critica dello stesso mondo scolastico visto nel complesso delle sue segmentazioni. Con personale amministrativo, docente, dirigenti che presenta un quadro fatto di luci e di ombre. Con tanti elementi di assoluto valore, ma peraltro con la presenza di attori non sempre all’altezza della situazione. Il carattere vivo e auto poietico dell’opera si manifesta nell’associazione ricorrente che il filosofo fa tra analisi e fatti e aneddoti. Con passaggi che si rivelano essere delle vere e proprie lezioni di estetica e di logica. Con un livello di riflessione complessiva che introduce ad una vera e propria considerazione critica di insegnamenti e loro sostrati. Con un’attenta considerazione  dell’importanza fondamentale come strumenti fondati dell’attività dello studiare (il cui farsi ha in sé elementi di assoluta complessità, spesso sottovalutati nel dinamismo in automatico del suo estrinsecarsi) dell’approfondimento della matematica e dell’analisi del linguaggio, quali estrinsecazioni della logica ( una visione generale che richiama la chiarezza e profondità di argomenti dell’organon aristotelico). Addona non sottovaluta ed anzi focalizza lo sguardo e l’attenzione sulla problematicità del rapporto tra docenti e studenti. Considerando al riguardo le differenze tra logiche di insegnamento collegate ad un approccio storico a quell e focalizzate sull’aspetto teoretico. Con una chiara propensione alla applicazione nell’attività di insegnamento del metodo scientifico. Da non assolutizzato, trascurando altri profili della relazione educativa. Proprio perché il farsi dell’attività di insegnamento è per Addona legato alla coerenza della relazione tra docenti e studenti. Alla chiarezza e trasparenza dei metodi e dei parametri di valutazione che portano alla determinazione dei voti da assegnare. Un’analisi ad ampio raggio che vuole orientare tra problematiche complesse e variegate. Che intende favorire una visione complessiva per far comprendere la compenetrazione nell’ambito dell’attività docente tra piano individuale della sua parametrazione e ambito collettivo della sua estrinsecazione. Addona non dimentica mai che pratica e teoria devono fondersi in binomio coerente  nella costruzione e nel farsi dell’attività di insegnamento, nel confronto aperto e critico tra tutti gli operatori delle comunità scolastiche considerate nel loro complesso. E che occorre ricostruire nel contesto odierno fatto di polarizzazioni estroverse tra “decodificazione” e “massificazione”  la connessione tra fare scuole e fare cultura. Dalle scuole primarie all’università, in una tensione costruttiva che vuole spezzare lo iato tra scuola e realtà che ha rappresentato e rappresenta uno dei limiti del mondo della formazione in Italia. Fare analisi estetica di un passo di Dante e di un testo di una canzone di un cantautore come Antonello Venditti è un esempio di questo approccio.                               

Abstract                    

Giuseppe Addona

CONOSCENZA E RAGIONE

EDIMEDIA 2015

Il lavoro affronta le problematiche inerenti alla conoscenza nei vari passaggi che si concretizzano a partire dalle sensazioni fino ad interessare quello che è reputato intelletto. A risultare indagata è quindi la ragione, la quale, come attività, sia recepisce i termini in rapporto che se stessa, allora che si pone in relazione. Le analisi si volgono quindi al recupero dei nessi nella loro dinamicità. La conoscenza che emerge non può che fare leva sull’identificazione che, di volta in volta, si manifesta sia per l’ambito che arriva a costituirsi che per quell’attività che giunge a fare da riferimento. Spingendosi ad individuare quanto arriva a fare da a priori, ritrova ciò che perviene a correlarsi anche o precipuamente in negativo. Nella consapevolezza del percorso che si sviluppa, si sforza di recepire, altresì, le effettività benché non conchiuse. La configurazione aperta di essa ragione è vista rappresentare il soggetto, precipuamente agli altri comunicato, i quali, in una siffatta relazione di piano, pervengono a sostenerlo. Una particolare attenzione è rivolta alla formazione di quello che, ancora da parte di molti, continua ad essere reputato un oggetto. Dopo un veloce excursus che interessa alcune filosofie che hanno indagato un siffatto procedere, la ricerca si volge ad osservare le vie attraverso le quali la ragione pure si incammina nel tentativo di approfondire e allargare essa conoscenza. Al cospetto delle possibilità che si associano, si proietta per ripensare lo stesso verosimile nonché quanto appare lasciato fuori dalla dialettica, così come da Hegel proposta. Le analisi, sulle relazioni incentrate, pervengono a rilevare la presenza di una metafisica nella stessa famosa formula prodotta da Einstein. L’esplorazione, facendo leva su un inedito di Nino B. Cocchiarella: “Riguardo all’uso della logica in filosofia”, tradotto dall’inglese, insegue la ragione che si sforza di trovare un fondamento a quanto ritiene scientifico o da mantenere, sia pure solo ad un certo livello. Il discorso si incentra quindi sull’esistente che perviene a pensare il suo stesso non essere, avviandosi, per definire, pur trovandosi di fronte vie non definite, che una ragione, puntualmente, si trova a dovere affrontare.